Mal di schiena: approfondimenti

Corsa e mal di schiena: si può!

Partiamo da una premessa. Non c’è uno sport che sia più indicato di altri per chi ha mal di schiena. Lo sport non è infatti una terapia ma deve essere sempre un piacere: proibire una determinata attività fisica in un soggetto che soffre di mal di schiena potrebbe produrre più svantaggi che altro, anche secondo il modello bio-psico-sociale a cui ogni operatore sanitario, che si occupi di riabilitazione, deve fare riferimento. Si tratta allora semplicemente di preparare, con l’esercizio fisioterapico mirato, il soggetto che soffre di mal di schiena a poter svolgere la propria attività fisica preferita.

Parliamo ora di corsa. Un runner abituale deve mantenere sempre una corretta ‘igiene’ della propria colonna vertebrale sia prima sia dopo il gesto atletico. Questo presuppone che faccia con regolarità alcuni esercizi generici per il mantenimento della mobilità articolare in generale (compresa quella dell’articolazione dell’anca) oltre a esercizi di allungamento di tutti i gruppi muscolari degli arti inferiori, con particolare riguardo al compartimento dei muscoli posteriori della coscia.

“I vantaggi della corsa sono indubbiamente legati al condizionamento aerobico che essa genera - spiega il dott. Salvatore Minnella, fisiatra e specialista di Isico - dunque all’allenamento del tono-trofismo di tutte le fibre muscolari che può dare, sia quelle di resistenza sia quelle di potenza, in base alle caratteristiche con cui la si svolge. Non esistono controindicazioni assolute alla corsa nel soggetto lombalgico, a meno che egli non si trovi in fase acuta. Solo in quel momento sarà meglio sospendere temporaneamente per permettere alla terapia farmacoligica di fare il suo effetto e provvedere a ristabilire prima un’ adeguata funzione della colonna vertebrale, con l’esercizio fisioterapico mirato”.

E quando invece il mal di schiena è cronico? “Non è mai indicata in termini assoluti la sospensione dell’attività fisica, qualunque essa sia, perché questo potrebbe influire negativamente sull’aspetto psicologico e sulle interazioni sociali di questi soggetti -continua il dott. Minnella - Se in particolare la corsa dovesse essere mal tollerata, allora bisognerà indagare bene la funzionalità della colonna vertebrale del soggetto per capire quali aspetti carenti possono portare a questa sintomatologia, che si manifesta con quel tipo di attività fisica e cercare di migliorare la situazione con l’esercizio fisioterapico mirato”.

Quando l’età avanza la camminata a ritmo sostenuto è uno degli esercizi quotidiani più semplici da continuare a praticare come attività condizionante a livello cardiovascolare e muscolare generale. E' importante che questo tipo di attività fisica sia protratta per almeno 35-40 minuti al giorno e che sia fatta con regolarità e costanza durante la settimana.

Nessun divieto nemmeno per la corsa per i più anziani: “In una popolazione che invecchia sempre di più, come età media -conclude il dott. Minnella- i soggetti che si sono mantenuti più attivi fisicamente, possono concedersi una blanda corsetta effettuata anche solo due o tre volte a settimana”.

 

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