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Isico a Sosort: un successo

“E' un onore per me ricoprire per i prossimi dodici mesi un incarico così prestigioso, per la prima volta conferito a un fisioterapista - ha sottolineato il dott. Michele Romano, direttore tecnico di Isico - e di sicuro una spinta, insieme all'esperienza fatta all'estero negli ultimi anni di insegnamento del protocollo Seas, a impegnarmi all'interno di Sosort per promuovere il trattamento delle patologie vertebrali anche, in quei paesi, dove scienza e terapie fanno più fatica ad arrivare per via delle condizioni sociali ed economiche". 
Una partecipazione importante quella degli specialisti di Isico alla dodicesima edizione della conferenza internazionale di SOSORT, l'associazione internazionale più prestigiosa che si occupa di trattamento riabilitativo della colonna, culminata a Lione nella nomina del dott. Romano a presidente per il 2017. La nomina rappresenta un riconoscimento importante per Isico e il nostro paese: si tratta, infatti, del terzo italiano a raggiungere questa carica, dopo il prof. Stefano Negrini, Direttore Scientifico Isico e il dott. Fabio Zaina.

Sul fronte della ricerca, sono stati cinque gli studi portati dai nostri specialisti al congresso, tenutosi dal 30 aprile al 4 maggio: il dott. Fabio Zaina, presidente uscente di Sosort, ha esposto i risultati a lungo termine del corsetto Peak, “PEAK scoliosis brace can reduce pain in adults with painful scoliosis: 6 months results from a prospective cohort pilot study”; la dott.ssa Francesca Di Felice ha invece condotto una metanalisi della storia naturale della scoliosi durante la crescita, “The natural history of idiopathic scoliosis during growth: a meta-analysis”; Alessandra Negrini, oltre ad aver tenuto una dimostrazione pratica del trattamento con esercizi Seas su pazienti insieme a colleghi che da parte loro utilizzavano il metodo Schroth e Rpg, ha presentato lo studio “Sagittal and coronal spine balance in 584 healthy subjects: clinical plum- bline values and correlation with x-ray measures”, nel quale si è analizzato un campione di 500 soggetti non patologici per trovare i parametri di norma delle frecce sagittali e successivamente confrontarli a quelli di soggetti con patologie.
Michele Romano ha invece messo a confronto Formetric e Scoliometro per la valutazione del gibbo in piedi nello studio “Correlation between the hump mea-sured in forward bending of the trunk, in standing position and the real rotation of the apical vertebra”.

Infine lo studio “Adolescent idiopathic bracing success rates influenced by time in brace:  Comparative effectiveness analysis of the BrAIST and ISICO cohorts”, presentato dalla dott.ssa Sabrina Donzelli e condotto in collaborazione con i ricercatori dell’Università dello Iowa, gli stessi che nel 2014 hanno pubblicato la ricerca  “Bracing in Adolescent Idiopathic Scoliosis Trial(BrAIST)”, che ha dimostrato come il corsetto riduca la necessità di intervento chirurgico.
“Dalla nostra ricerca è uscito un dato significativo: a parità di qualità del corsetto e ore di indossamento a fare la differenza è  la compliance del paziente, ossia l’adesione e la fiducia nella terapia stessa - ho spiegato la dott.ssa Donzelli - E gli italiani sono indubbiamente più bravi considerato che in Italia la percentuale di quelli che ricorrono all’intervento è del 12% contro il 39% del Nord America”.