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La vitamina D funziona contro la scoliosi?

I ricercatori di Hong Kong hanno indagato proprio l’associazione tra deficit di calcio, vitamina D e scoliosi. I risultati della ricerca sono stati presentati al British Orthopaedic Association Annual (BOA) Congress. 

Lo studio ha incluso ragazze affette da scoliosi idiopatica adolescenziale di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, con curve superiori ai 15° e densità ossea ridotta.

I soggetti valutati sono stati complessivamente 330, suddivisi con modalità casuale in tre gruppi di 110 pazienti. Ad ogni gruppo è stato assegnato un trattamento differente per la durata di due anni: un gruppo ha ricevuto una dose quotidiana bassa di vitamina D (calcio 600 mg e vitamina D 400 IU), un gruppo ha ricevuto una dose quotidiana più alta di vitamina D (calcio 600 mg e vitamina D 800 IU) ed un gruppo ha ricevuto il placebo (sostanza priva di principi attivi specifici, equivalente, dunque, all’assenza di trattamento).

I risultati dello studio hanno evidenziato, nei soggetti trattati con maggiore calcio e vitamina D, un miglioramento dell’osso in termini densitometrici e qualitativi, poco, invece, è chiaro sulla progressione delle curve scoliotiche.

Alcuni limiti dello studio è la mancanza di informazioni relative a trattamenti supplementari, rispetto all’assunzione di calcio e vitamina D, come l’utilizzazione di busti e l’effettuazione di esercizi specifici fisioterapici da parte delle pazienti nell’arco dei due anni di osservazione. Busti ed esercizi specifici, infatti, sono le uniche armi terapeutiche con efficacia dimostrata nel trattamento della scoliosi. 

Quello citato non è il primo studio che tenta di comprendere i rapporti tra l’alterazione dei livelli di vitamina D e la scoliosi, cercando di indagare i meccanismi che causano l’insorgenza e la progressione (tecnicamente meccanismi “eziopatogenetici”) della malattia. 

Sulla base dei dati pubblicati in letteratura scientifica internazionale è possibile, comunque, riconoscere un’associazione tra deficit di vitamina D e scoliosi, ma non è possibile dichiarare che tra i due elementi esista un rapporto diretto di causa-effetto, né che la supplementazione vitaminica abbia efficacia terapeutica sulla deformità vertebrale. 

Non esiste un’unica causa nell’insorgenza della scoliosi, i fattori che la determinano  sono molteplici (fattori genetici, ormonali etc…) e non tutti sono stati ancora identificati. 

Sono molto più forti, invece, le evidenze scientifiche che ci permettono di concludere che i benefici effetti della vitamina D sono validi per tutti, per chi ha scoliosi e non, e determinano il corretto funzionamento del sistema muscolo-scheletrico e del sistema immunitario.

 

Bibliografia
Tsz-Ping L. Using calcium and vitamin D supplementation to prevent curve progression in adolescent idiopathic scoliosis (AIS) — A randomized double-blinded placebo-controlled trial. Presented at: British Orthopaedic Association Annual Congress; Sept. 13-16, 2016; Belfast, Northern Ireland.