Notizie da Isico

Mal di schiena, le cinque regole da ricordare

Obiettivo è incoraggiare medici e pazienti a confrontarsi per fare scelte consapevoli e intelligenti di cure ed esami veramente necessari, supportati da studi con evidenza scientifica.
Questa campagna ha avuto un eco formidabile a livello nazionale negli Stati Uniti tanto che oltre 70 associazioni delle singole specialità medico specialistiche hanno aderito e tante hanno stilato delle regole a seconda del proprio campo di interesse per i pazienti. Ne sono uscite liste di cose che i pazienti dovrebbero chiedere ai propri medici specialisti in maniera da accedere alle cure e ai trattamenti realmente necessari e appropriati per la propria patologia.

A inizio marzo anche la NASS (North American Spine Society), una delle più autorevoli Società Scientifiche internazionali che si occupano di colonna vertebrale, ha pubblicato 5 regole auree per chi soffre di mal di schiena.
Vediamo quali sono.

 

  • Evitiamo esami inutili in caso di mal di schiena acuto

Come sottolineato nelle Linee Guida internazionali per la lombalgia, la NASS ha ribadito di evitare prescrizioni di esami diagnostici inappropriati e dispendiosi come Risonanza Magnetica Nucleare nelle prime sei settimane di mal di schiena acuto aspecifico. Generalmente il mal di schiena tende a risolversi spontaneamente nell’arco del primo mese, al massimo con assunzione di antinfiammatori e miorilassanti per poter gestire il dolore nella prima fase acuta. Basta quindi rivolgersi in prima battuta al medico curante. Se invece la sintomatologia dovesse persistere anche oltre le 6 settimane potrebbe essere utile una visita specialistica, in tale sede sarà lo specialista in base all’esame obiettivo a valutare se necessario o meno la richiesta di esami diagnostici. Le uniche motivazioni che possono spingere ad investigare direttamente con tali metodiche posso essere: esiti traumatici, perdita di peso non intenzionale, stato di immunosoppressione, storia di cancro, assunzione di sostanze per via endovenosa, assunzione di steroidi, osteoporosi, età superiore a 50 anni, deficit neurologico focale e progressione dei sintomi.

 

  • No alla elettromiografia

L’elettromiografia, ossia lo studio della conduzione nervosa, non deve essere prescritto per trovare la causa ad un dolore ma solo in casi specifici per valutare quale sia il danno compressivo che altera la conduzione e la funzionalità del nervo.

 

  • Mal di schiena? Vietato il letto

Come ha sempre sottolineato ISICO, il riposo a letto per il mal di schiena è assolutamente controindicato. Infatti è stato provato non aver nessun effetto benefico. La ricerca del movimento è il solo modo per aiutare a velocizzare la guarigione.

Le ultime due regole riguardano le infiltrazioni vertebrali, da fare solo con controllo radiologico, e una proteina che si pensava potesse aiutare in caso di intervento chirurgico e invece è risultata inutile.