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Scoliosi: gli esercizi Seas funzionano


Gli esercizi tengono lontano il corsetto perché riducono il rischio che la scoliosi peggiori. Ed esercizi specifici come quelli fatti in Isico ottengono risultati migliori rispetto ad altri. 

Prendiamo Giorgia, 15 anni, e una curva scoliotica di 15°, scoperta tre anni fa, rimasta stabile grazie alla terapia regolare con esercizi appresa in Isico e chiamata Seas (ossia approccio scientifico con esercizi alla scoliosi). Giorgia ha ridotto il rischio di dover indossare un corsetto o, in età adulta, avere evoluzioni negative della propria curva. 

Il dato positivo di Giorgia è uno dei tanti confermati dallo studio condotto dai ricercatori di Isico e appena pubblicato su Annals of Physical and Rehabilitation Medicine, Specific exercises reduce the need for bracing in adolescents with idiopathic scoliosis: a practical clinical trial: "Il più ampio condotto fino ad oggi - sottolinea il prof. Stefano Negrini, direttore scientifico di Isico (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale) - considerata la casistica che include 327 pazienti osservati in oltre dieci anni di lavoro. Non è uno studio sperimentale ma conferma con la realtà quotidiana dei pazienti stessi ciò che è stato sperimentato precedentemente". 

Uno studio fondamentale perché sono pochi quelli che nell'ambito delle patologie vertebrali hanno verificato i fattori che riducono il rischio di peggioramento della scoliosi. Da un lato dimostra l'efficacia degli esercizi specifici rispetto al non fare nulla, dall'altro che chi fa terapia attraverso un piano terapeutico come quello sviluppato in Isico ha risultati migliori rispetto a chi fa normali esercizi in palestra due volte alla settimana. 

"Abbiamo valutato pazienti con curve fra gli 11 e i 20° - spiega il dott. Michele Romano, direttore tecnico di Isico - Il fallimento della terapia è stato determinato dalla necessità di indossare un corsetto o il superamento dei 30° Cobb di curva, perchè è al di sopra di questo limite che aumenta il rischio di avere conseguenze negative in età adulta".  
Un dato che la ricerca sottolinea è come la costanza premi chi fa terapia in maniera continuativa, senza interruzioni, fino al termine con  risultati indubbiamente migliori
"Infatti il rischio di indossare il corsetto aumenta di tre volte per chi gli esercizi non li fa - racconta il prof. Negrini - Un ultimo valore di grande interesse e soddisfazione per il lavoro che conduciamo presso il nostro Istituto è quello legato al cosiddetto Number Needed to Treat, ossia il numero di pazienti da trattare con un particolare intervento perchè uno di loro ne tragga beneficio. Bene, rispetto alla usuale media di 8-9 pazienti, in Isico ne bastano 3, a dimostrazione che il trattamento con esercizi specifici abbassa notevolmente il rischio di indossare il corsetto o ricorrere a un intervento chirurgico".