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Tirami-“su”

“Mi sento andare giù e faccio fatica a stare su”. E’ la classica frase, usata da adulti con curva scoliotica o cifotica, per descrivere una sensazione di schiacciamento verso il basso, difficile da contrastare.

Deformità vertebrali come la scoliosi e l’ipercifosi possono difatti continuare a evolvere dopo la fine della crescita e una curva scoliotica o cifotica ha una componenete strutturale ossea e legamentosa e una posturale.  
Quest’ultima è prevalentemente influenzata dalla forza di gravità, alla quale tutti siamo sottoposti, che esercita una pressione dall’alto verso il basso.

Questo è dovuto al fatto che i muscoli profondi della colonna, cosiddetti antigravitari, essendo indeboliti non riescono più a sorreggere a dovere la struttura della colonna vertebrale, che è alterata per la presenza di scoliosi o ipercifosi.  

Per aiutare ad affrontare questo tipo di difficoltà, oltre a proporre un programma di esercizi basato sulla riattivazione della muscolatura di sostegno, è necessario dare anche delle indicazioni e stratagemmi per reimparare a gestire la colonna durante la giornata, che possono essere utili a tutti nella vita quotidiana. 

Come fare a tirarsi su? Impariamo insieme.
 

Ecco alcuni esempi. 

 

Al risveglio.

Appena svegli, di fronte al lavello, appoggiamo le mani sul bordo, premiamo verso il basso come se volessimo abbassare il lavello e cerchiamo di allungare verso l’alto la colonna, come se ci fosse un filo che dal centro del capo ci tira verso l’alto, abbassando le spalle. 

Per le casalinghe: prima di passare da una stanza all’altra, fermatevi tra gli stipiti di una porta, afferrateli ed esercitate una pressione delle mani verso il basso, abbassando le spalle, come se voleste abbassare gli stipiti, allungate la colonna verso il soffitto, con l’idea di andare a toccare qualcosa che è appena al di sopra del vostro capo, dopo qualche secondo lasciate la presa cercando di mantenere l’ideale contatto sopra la testa.

In ufficio. Alla scrivania.

Seduti per ore di fronte al pc, posizione che ci fa flettere sempre di più in avanti, la sensazione di schiacciamento diventa sempre più importante e fastidiosa. Interrompiamo il lavoro: appoggiamo i gomiti sulla scrivania e premiamo verso il basso, abbassando le spalle, come se volessimo far sprofondare la scrivania al piano di sotto, contemporaneamente allunghiamo la colonna, recuperando quei centimetri che avremmo sempre voluto acquistare.

A scuola.

Un insegnante, che deve mantenere viva l’attenzione dei propri scolari per cinque o sei ore consecutive, potrebbe appoggiarsi alla cattedra, posizione semiseduta, con i piedi ovviamente in appoggio al pavimento, le mani sul piano e premere leggermente verso il basso, abbassando le spalle e allungando la colonna. 

In auto, nel traffico.

Fermi in auto, ci sentiamo sprofondare nel sedile della nostra macchina. Premiamo con le mani sul volante immaginando di toccare con la testa il tetto della macchina. 

I modi per tirarsi su sono tanti: non è difficile ridurre quella fastidiosa sensazione di essere schiacciati, usiamo la nostra quotidianità con fantasia e costanza  per sfruttare le situazioni a disposizione.